Esplorazioni lunghe su una trovata

Nell’analizzare le differenti modalità con cui la/il bambina/o si avvicina ad uno strumento si può facilmente notare che, nella maggior parte dei casi, egli alterna gesti esplorativi molto differenti fra loro, caratterizzati quindi da una varietà, da una ricca ricerca sonora e timbrica a momenti in cui a lungo si sofferma su di un determinato gesto o suono e lo affina, ne va in profondità apportando micro variazioni o ripetizioni.
Analizzeremo qui alcuni esempi di esplorazioni lunghe, in cui il bambino casualmente trova un suono da cui è particolarmente attratto, un suono originale e decide di soffermarsi su di esso. Egli insiste nel riprodurre lo stesso gesto che aveva generato quel suono, fissandosi così su quella “trovata” per lui così affascinante. Durante questo tipo di esplorazione che può essere definita “centrata” il/la bambino/a non si limita a riprodurre esattamente lo stesso gesto, ma lo affina, lo varia microscopicamente per cercare una sonorità più piacevole e sviluppa così l’idea iniziale.
Quando trova una particolarità sonora il bambino non si ferma alla produzione di un suono nuovo e la reazione di novità lo porta ad arrestare la propria esplorazione, come se stesse in ascolto di ciò che è avvenuto. Alla reazione di novità segue poi l’azione, ovvero il tentativo di riprodurre ciò che l’aveva colpito a livello senso-motorio.
Alcuni segni posturali, mimici, vocali fanno certamente pensare che la trovata sia un momento affettivamente importante, un’occasione intensa di apprendimento, il momento in cui un bambino scopre di poter fare un gesto-suono nuovo, gesto che produce una sonorità a lui congeniale, che in qualche modo lo rappresenta e che è la sua traccia sonora.

Da educatori proviamo a comprendere l’importanza di saper cogliere e osservare un momento così significativo di espressione intima di sé, come possibile occasione di sintonizzazione affettiva, come momento di nascita di un dialogo sonoro che fa uso di un vocabolario e di schemi senso-motori comuni, di idee compositive e di strutture formali condivise.

L’analisi dell’evoluzione della trovata, poi, diventa materiale prezioso per comprendere come avvengano nei bambini piccoli l’invenzione e lo sviluppo di un’idea musicale. Tentiamo di analizzare in dettaglio l’evoluzione di un gesto-suono, per coglierlo sia come gesto in sé che diventa per il bambino una particolarità sonora sia all’interno della sua esplorazione. Tra i video analizzati ci soffermeremo su di un esempio interessante in cui la bimba scopre un gesto-suono nuovo, che fa un po’ da leit motiv di tutta la seconda parte della sua esplorazione.

Tale scoperta innanzi tutto segna il passaggio dalla prima fase dell’esplorazione più timida e insicura alla seconda decisamente più energica e viene progressivamente abbandonata e ripresa più volte e costituisce, inoltre, un “luogo” sonoro e motorio in cui lei ritornerà più volte.
Il gesto, traccia motoria e sonora che la bambina ha scelto come sua particolarità, la vede impegnata con un battente per ogni mano; li sfrega sulle corde dai bordi della cetra al centro. Un frammento questo molto interessante dal punto di vista musicale, caratterizzato dall’alternanza del gesto A (la trovata) ad una produzione B totalmente differente. In questo esempio la bambina scopre un gesto-suono a lei congeniale e lo affina con variazioni e ripetizioni durante tutto il corso dell’esplorazione, alternandolo ad altri gesti esplorativi. La bambina infatti esplora molti tipi di gesti-suono e produce una gamma di suoni con una notevole varietà timbrica, ma ritorna spesso a recuperare questo gesto.

A volte addirittura cambiando posizione perde uno dei due battenti che ha sempre in mano, ma lo recupera immediatamente, a conferma dell’intenzionalità e della premeditazione del gesto. E’ interessante, per cogliere lo sviluppo dell’idea musicale che in modo così sorprendente è presente nelle produzioni dei bimbi, seguire a livello sonoro l’evoluzione della trovata. Già da alcuni minuti la bambina ha iniziato ad esplorare lo strumento prima con le mani e poi con i battenti. La bambina per la prima volta scopre il gesto-suono: prende i due battenti, di legno e di metallo, con le due mani e contemporaneamente li strofina sulle corde della cetra dall’esterno verso l’interno; il gesto, poco energico, produce un suono di intensità sonora bassa.

L’attacco del suono ha una tenuta iterativa, il gesto cioè ripete molte volte un suono breve; essendo il gesto poco tonico la grana risulta incerta. Il suono viene poi ripetuto, ma con maggiore energia, fatto che consente un attacco più deciso. Il suono è più lungo ed ha maggiore risonanza poiché il gesto è più lento, sembra un suono più morbido dei precedenti. Tale suono sembra evolversi quando il gesto diventa decisamente più rotondo ed il colore più brillante. Infine il gesto produce un suono continuo, sempre iterato e di intensità maggiore; il suono è decisamente più brillante e di risonanza più lunga. Fino alla fine dell’esplorazione il gesto non verrà più ripreso, la bambina andrà alla ricerca di altri suoni fino all’arrivo dell’educatrice, presenza che inibirà totalmente la sua produzione.
Un frammento questo, si diceva, particolarmente interessante dal punto di vista musicale e caratterizzato dalla ripresa del tema A (chiamerò A il gesto-suono che abbiamo definito come particolarità sonora o trovata) alternato però ad una serie di produzioni B , fra di loro omogenee, non solo poste in alternanza, ma con caratteristiche addirittura di opposizione. Vengono alternati dunque una serie di gesti A molto ampi e continui, che producono suoni lunghi, ininterrotti che si alimentano sul piano della dinamica, a gesti B molto brevi, che producono suoni staccati; anche le dinamiche si alternano e si oppone il forte di A ad un piano, a volte pianissimo, di B.

A conclusione, si possono riportare una serie di osservazioni che più che essere risposte sembrano costituire strade aperte da percorrere, sentieri in cui avventurarsi nella prosecuzione della ricerca. Alcuni interrogativi dunque emergono e ci si chiede se: la durata di questo tipo di esplorazioni centrate su di un gesto-suono sia molto variabile o se esistono in qualche modo ricorrenze.

Dalle ricerche fino ad ora svolte sembra che la durata dello sviluppo della trovata sia molto variabile anche a seconda dell’età del bambino, ma, nei casi riscontrati, non supera il minuto; la trovata rappresenta per il bambino un momento molto significativo ed emotivamente coinvolgente all’interno dell’intera esplorazione. Certamente compaiono termini quali momento intenso, gesto di compiacimento, gratificazione, stupore, concentrazione, compaiono emissioni vocali interessanti e immobilità in ascolto; la trovata avviene in momenti sempre differenti dell’evoluzione dell’esplorazione o si possono notare ricorrenze.

Circa nell’80% dei casi osservati la trovata avviene nel mezzo dell’esplorazione globale: segue un momento esplorativo iniziale ed è a sua volta seguito da una fase finale; la trovata avviene in presenza dell’adulto o quando il bambino viene lasciato solo. Nei casi osservati la trovata non avviene in presenza dell’adulto (salvo nell’esempio del bambino più piccolo). Se nel corso della ricerca tale ipotesi fosse verificata, le implicazioni pedagogiche sarebbero notevoli. Il bambino scopre, trova uno o più gesti-suono assolutamente nuovi o riproducendo gesti che erano stati mostrati dall’adulto. Nel 60% dei casi fino ad ora osservati il bambino scopre gesti-suono totalmente nuovi; in due casi invece la trovata avviene durante l’esplorazione di un gesto proposto dall’educatrice che viene da lui variato.

Fonte: Manuela Filippa – Ricercatrice di "Nido Sonoro"
nidosonoro@csmdb.it



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