Cosa è la propedeutica musicale?

Una parola difficile per un’idea pedagogica semplice: la musica si impara facendola e non astraendola.

Imparare a scrivere le note sul pentagramma non significa "imparare la musica" ma imparare a codificarla: cominciare a valle invece che a monte.

La musica si "impara" invece, in primo luogo, traducendo in concreto il proprio bisogno di viverla fisicamente ed emotivamente, così che essa contribuisca alla nostra formazione e crescita globale come individui.

Si "impara" attraverso una esperienza creativa e collettiva che coinvolga tutto ciò che alla musica è o può essere inerente: gesto, movimento, danza, scansione verbale, vocalità, strumentario musicale, drammatizzazione e performance.

Attraverso tutto ciò potremo "imparare", cioè "capire" la musica: capire come e perché essa nasce, individuarne le componenti espressive e strutturali e, infine, razionalizzarla, anche attraverso la notazione come indispensabile forma di memorizzazione e di comunicazione.

fonte: Giovanni Piazza da http://www.orffitaliano.it

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4 Commenti a “Cosa è la propedeutica musicale?”

  1. Caterina Lofaro scrive:

    La musica…. un mondo che riesce a entrare nella sfera delle emozioni, facendo sbiadire quelle tristi, negative creandone di nuove, intense che fanno vibrare l’anima ed elevare il pensiero. Sicuramente in cielo ci sarà qualcosa di simile!
    I bambini hanno il diritto di essere avvicinati il più presto possibile a questa bellezza. Perchè costringerli a strazianti e interminabili lezioni di teoria musicale prima di aver maturato l’amore, prima di essere stati catturati da ritmi e melodie ? Perchè privare di questo aspetto positivo, armonioso la crescita della personalità di ogni bambino?
    E poi, quanti genitori desiderano che il proprio figlio impari uno strumento!
    E’ ora di finirla! TUTTI I BAMBINI HANNO BISOGNO DELLA MUSICA, pochi di essi sono veramente portati per acquisire le competenze tecniche per lo studio dello strumento. In ogni caso quei pochi hanno la possibilità di far emergere il loro talento e orientati nella giusta direzione.

  2. Barbara scrive:

    Sono daccordissimo!
    Avviciniamoli ma non straziamoli di obblighi verso le lezioni…
    Insegnante di musica e soprattutto mamma di due cuccioli

  3. Arnolfo scrive:

    Concordo con quanto commentato sopra.
    Vorrei aggiungere che l'ascolto condiviso di musica, fra bambino e adulto, fin dalla primissima infanzia, è uno degli eventi che più contribuisce a far sì che nel bambino si crei un repertorio di "sensi" attribuiti al linguaggio musicale che diventa terreno fertile grazie al quale, per tutta la vita, la musica continua ad essere un linguaggio espressivo per l'essere umano.
    Se posso, vi consiglio di leggere alcune piccole idee che ho riportato su http://www.sharedlistening com e che sono divulgate anche dall'Audiation Institute http://www.audiationinstitute.org

  4. franco scrive:

    concordo in pieno,mio figlio di 9 anni suona la chitarra ,passione che gli ho trasmesso io ma il momnto piu bello lo noto quando lui suona liberamente una melodia che gli piace e vedo in lui divertimento eun enorme piacere nel farlo ..
    LA MUSICA E' VITA…

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